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Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

venerdì 30 agosto 2013

6.4.1: La più grande vittoria sulla povertà che la storia ricordi

6.4 Verso il benessere



Li Ao, un uomo di 70 anni, che è uno degli scrittori più celebri di Taiwan, ha visto il cambiamento cinese. In una recente visita alla Cina continentale evocava i suoi ricordi di infanzia a Pechino. In televisione ha parlato di una vivida immagine che ricorda da bambino: un povero contadino che caricava il tradizionale palo sulle spalle. A un estremo portava un cesto con verdure, nell’altro, portava suo figlio. Alla sera, aveva venduto le verdure e anche il bambino, e piangeva. Li Ao ricordò quella scena che di nuovo portava alla memoria l’estrema povertà della Cina prima della rivoluzione. Molte famiglie contadine, per alimentare i loro figli, ne vendevano qualcuno agli abitanti della città. In un modo insolito, e da parte di un cittadino di Taiwan che non era obbligato a fare una dichiarazione simile, Li Ao ringraziava il Partito Comunista per la grande trasformazione che aveva sperimentato il paese.
Higinio Polo (2006)

Una delle più grandi conquiste dell'umanità alla fine del ventesimo secolo, è passata quasi inosservata in Europa: quasi tutti i cinesi non patiscono più la fame. Attualmente 1,2 miliardi di cinesi sul 1.3 non conoscono più le carestie in un paese dove la terra arabile è molto limitata e le problematiche legate all'acqua costituiscono una sfida.
Bruno Parmentier 2007

La Cina che nel 1949 era il paese più povero del mondo è stato classificato come paese povero fino al 2000, poi passato nel novero dei paesi medio-poveri per entrare nel novero dei paesi medi. Ossia ha un reddito pro-capite che è due volte e mezzo quello indiano (negli anni ’70 la Cina era ancora dietro l’India). Nel 2007 in India, che è il paese con cui si devono fare i confronti,  l’80% della popolazione vive con meno di mezzo dollaro al giorno (India 2007).
Nel 1978, i poveri, che guadagnano circa 85 dollari annuali in base alle norme nazionali, o 200 dollari secondo la Banca Mondiale, variavano tra i 250 e i 265 milioni di persone. Nel 1995 erano 100 milioni i poveri secondo la Banca Mondiale. Nel 2002 erano 28,2 milioni, nel 2005 23,6 milioni[2], nel 2006 si erano ridotti di 22 milioni per arrivare a 21,5 milioni. Secondo le agenzie cinesi tale numero è stato ridotto a meno di 20 milioni di persone nel 2007, cioè da circa il 30% all’1,5%, concentrati in gruppi che vivono in zone remote e montuose del paese[1] (Diaz Vasquez 2006).

Chi siamo

Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.