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Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

martedì 12 aprile 2016

6.5.2 Le città più inquinate del mondo si trovano in Cina?

6. L'imminente crollo della Cina

6.5. Ambiente e sviluppo sostenibile

Si legge spesso dell'estremo inquinamento atmosferico in Cina e di come non venga fatto nulla per diminuire lo smog. In realtà, non da adesso, è iniziata la lotta all'inquinamento cittadino. Ecco quali erano i risultati dell'indagine promossa dai ricercatori italiani dell’Iia-CNR sulla qualità dell’aria di Pechino in vista delle Olimpiadi del 2008, in una zona che ha caratteristiche analoghe a quelle della Val Padana:
“Grandi sforzi sono stati indirizzati al controllo delle industrie a livello regionale attraverso la chiusura di quelle più inquinanti e verificando le emissioni di molti altri grandi impianti. Inoltre, il controllo delle fonti di inquinamento legate ai trasporti nel corso degli ultimi cinque anni ha portato lo standard degli autoveicoli ad un livello paragonabile a quello stabilito dalle norme Euro IV europee e alle maggiori città europee. Il risultato è che, malgrado l’incremento del traffico veicolare di almeno tre volte nel periodo, le emissioni sono state mantenute costanti o inferiori rispetto a prima”.
Però queste misure hanno avuto un effetto nel ridurre l’inquinamento atmosferico? 
“Dall’analisi dei risultati preliminari delle campagne di monitoraggio che il Cnr ha condotto insieme agli esperti cinesi nel corso del 2007 e dei dati resi disponibili dalla municipalità di Pechino, sembra che l’inquinamento nell’area della capitale sia notevolmente diminuito, malgrado l’incremento di veicoli e delle attività industriali”, dichiara il direttore dell’Iia-Cnr. “La concentrazione di anidride solforosa (SO2) è diminuita costantemente sotto i 60 microgrammi per metro cubo, un livello considerato non nocivo. Essendo l’anidride solforosa associata con le emissioni di industrie e la produzione di energia, la sua diminuzione è il miglior indicatore del successo delle misure di controllo nei confronti delle fonti fisse di inquinanti”.
In alcuni casi le concentrazioni non sono dissimili da quelle riscontrate in Italia:
Il biossido di azoto mostra invece concentrazioni costanti di 70 microgrammi per metro cubo nel corso degli ultimi sei anni, superiori agli standard raccomandati dall’OMS (WHO) di 40 microgrammi. “Questi livelli di concentrazioni sono però anche tipici di città italiane per le quali gli standard dovrebbero essere raggiunti intorno al 2010. Non sono stati invece superati i limiti orari per il biossido di azoto, fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità in 200 microgrammi per metro cubo”
Complessa è l'analisi delle fonti inquinanti:
“Stime recenti mostrano che il traffico veicolare contribuisce per circa il 25% nell’area urbana di Pechino. Più o meno il 35% va imputato alle industrie, mentre il restante 35% è associato a polveri naturali (sabbia e tempeste di sabbia, attività edilizie e ritorno in sospensione della polvere)”, spiega il ricercatore. “Le stesse percentuali sono state sperimentate in numerose città italiane, a indicare che i processi di inquinamento sono simili. Gli attuali livelli di polveri sottili sono nell’ordine di 150 microgrammi per metro cubo con una previsione di concentrazione stabile per i prossimi cinque sei anni. Si presume che nel corso di pochi anni queste concentrazioni saranno stabili o persino meno elevate, nonostante il notevole sviluppo socio-economico in corso. Questi livelli sono dovuti da un lato all’aumento delle sorgenti di emissione e dall’altro al miglior controllo sulle fonti sia mobili che fisse”.
La conclusione dei ricercatori italiani è interessante: 
Si può dire che gli obiettivi di un migliore controllo dell’inquinamento nell’area di Pechino sono stati raggiunti, dando risultati talvolta superiori a quelli ottenuti in precedenti città ospitanti i Giochi Olimpici. L’indice dell’inquinamento medio giornaliero in agosto è previsto al di sotto di quanto concordato con le agenzie internazionali responsabili per i Giochi. Le misure di controllo fin qui realizzate verranno rinforzate attraverso misure addizionali nel corso dei Giochi: sia sui cantieri, sia sulle fonti industriali, sia attraverso un rigoroso controllo del traffico, già sperimentato nell’agosto 2007, quando ha permesso una riduzione dell’inquinamento del 15-20% circa.
L'inquinamento atmosferico uccide 3,3 milioni di persone ogni anno ma questo numero potrebbe raddoppiare entro il 2050. L'Agenzia per la protezione dell'ambiente ha stilato una classifica delle città più malsane al mondo misurando il tasso di 'particolato' presente nell'aria, considerato l'inquinante di maggiore impatto nelle aree urbane. Nello specifico è stato scelto il PM2,5 (particolato con un diametro inferiore a 2,5 micronpiccole particelle come ammoniaca, carbonio, nitrati e solfati, inalabili che possono penetrare in profondità nei polmoni, entrare nella circolazione del sangue e causare malattie come l'enfisema e cancro, e sono considerate un indicatore affidabile della qualità dell'aria Nelle città più contaminate il PM2,5 ha  superato dalle 9 alle 15 volte il tasso consentito dall'Organizzazione mondiale della sanità che è di 10 µg/m3 (nanogrammi per metro cubo). Per avere un termine di paragone: la concentrazione di PM 2.5 a Pechino è di 56 µg/m3. New York supera mediamente il limite minimo di inquinamento con 14 µg/m3.

La maggior parte delle città più inquinate al mondo non sono in Cina ma in India, Pakistan, Turchia, Qatar, Bengla Desh, Afganistan.  Le città indiane sono mediamente più inquinate di quelle cinesi di almeno tre volte. Ma gli indiani sono meno pericolosi dei cinesi per chi orchestra il mainstream imperiale. Delle cinquanta città più inquinate al mondo nessuna si trova in Cina. New York è al di sopra dei limiti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per non parlare di Los Angeles. 


Sebbene durante il vertice sull'ambiente a Parigi nel novembre 2015 tutta l'attenzione fosse concentrata sull'allarme rosso a Pechino, la qualità dell'aria della capitale cinese nel 2015 sarebbe stata migliore rispetto all'anno precedente, nonostante i due allarmi rossi nella città per l'inquinamento verso la fine dell'anno. 

Il 13° Piano quinquennale prevede una rapida crescita dell’economia verde e uno sviluppo eco-compatibile. La Cina sta settando gli obiettivi nazionali e locali per ridurre l'inquinamento dell'aria mentre  i cittadini sono sempre più consapevoli dei pericoli per la salute. La mentalità della gente sta cambiando. Sondaggi rivelano che i cittadini delle grandi città sarebbero disposti anche a pagare una tassa per poter vivere in un ambiente migliore. L'amministrazione municipale di Pechino preme per la sostituzione caldaie a carbone con impianti alimentati a gas naturale, tenendo sotto controllo i veicoli più vecchi,  i SUV più inquinanti, e chiudendo le fabbriche che maggiormente inquinano.

La concentrazione media della città di PM2,5 - era di 81 microgrammi per metro cubo nel 2015 calato poi al 56. Il calo sul  2014 è stato del 6% e del 10% sul 2013 anno in cui Pechino iniziò a pubblicare dei dati sul PM2.5. Secondo altre statistiche il calo è stato addirittura maggiore.


Il numero di giorni di grave inquinamento di PM2.5 è in calo ogni anno secondo l'Ufficio Municipale di protezione ambientale di Pechino. Tuttavia è ancora molto maggiore dello standard che la Cina si è data di 35 microgrammi per metro cubo, e molte volte superiore una media annua di dieci che l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica come livello orientativo per l'aria sicura. Però occorre dire che città come Londra hanno un livello medio PM2.5 di tra i 16 e i 20 microgrammi, e New York 14 che superano comunque la soglia OCSE. Molti abitanti di Pechino credono che nel 2015 il livello d'inquinamento sia stato molto minore che nel 2013, quando era quasi costante e addirittura raggiungeva quota 950 nel mese di gennaio in quello che è stato chiamato "l'airpocolypse".


Altri inquinanti sono diminuiti a Pechino, tra cui il biossido di zolfo del 38% e il biossido di azoto del 12%. L'ufficio di protezione ambientale ha attribuito l'abbassamento di anidride solforosa all'eliminazione graduale degli impianti di riscaldamento a carbone.
C'èuna sola città cinese (al 36° posto) tra le prime 50 città più inquinate del mondo, nonostante lo smog grigio delle sue città e milioni di residenti portino maschere anti-smog. Quest'anno, i leader cinesi hanno dichiarato "guerra all' inquinamento. Questo mentre Nuova Deli viene spesso nominata per le sue deboli misure contro sul'inquinamento dal Centro Indiano per la Scienza e l'Ambiente, un gruppo di interesse pubblico. Infatti delle 50 città più inquinate del mondo 20 sono indiane, 7 turche, 7 del Bangladesh, 4 pachistane, 2 afgane,  2 iraniane, 2 del Qatar, 2 mongole, 2 egiziane, 1 delle Mauritus e una finalmente cinese!!!

Le città più inquinate per PM2.5
10. Lucknow, India - 96 µg/m3 of PM 2.5

9. Ahmedabad, India - 100 µg/m3 of PM 2.5

8. Khorramabad, Iran - 102 µg/m3 of PM 2.5

7. Rawalpindi, Pakistan - 107 µg/m3 of PM 2.5

6. Peshawar, Pakistan - 111 µg/m3 of PM 2.5

5. Karachi, Pakistan - 117 µg/m3 of PM 2.5

4. Raipur, India - 134 µg/m3 of PM 2.5

3. Gwalior, India - 144 µg/m3 of PM 2.5

2. Patna, India - 149 µg/m3 of PM 2.5

1. Delhi, India - 153 µg/m3 of PM 2.5




La World Bank  ha classificato i dati di inquinamento dell'aria di 3.226 città con una popolazione maggiore di 100.000, da quello più alto a quello più basso. L'anno scorso uno studio delll'Organizzazione Mondiale della Sanità ha mostrato che Nuova Deli (Delhi had the dirtiest atmosphere of 1,600) è la peggiore tra 1.6oo città nel mondo come presenza di particelle PM2.5.


PM significa particelle solide o goccioline liquide nell'aria. Qualora siano minori di 2,5 micrometri (che vuol dire 100 volte più sottili di un capello umano), vengono indicate PM2.5. Esse sono create da cose come le emissioni dei veicoli, gli incendi boschivi e la fusione e lavorazione dei metalli. L'OMS ha registrato una concentrazione media annuale di PM2.5 di 153 microgrammi per metro cubo nella capitale indiana.

Pechino potrebbe definitivamente perdere la sua fama di grande città più inquinata del mondo (in realtà non lo è mai stata) se continua il buon lavoro che il rapporto CSE (Centre for Science and Environment con sede a Nuova Deli ma di fatto costituito da una equipe internazionale) descrive. La capitale cinese ha fatto "sforzi coerenti e aggressivi" per migliorare la qualità dell'aria, dice il CSE, come la limitazione delle vendite annuali di autoveicoli, la circolazione a targhe alternate durante i periodi di "allarme rosso" e le multe contro i governi locali che non attuano misure per frenare lo smog. A Nuova Deli, al contrario, gli sforzo sono deboli, e il rigore nell'applicazione dei controlli sull'inquinamento è piuttosto scarso. 
air-pollution-by-city
Le città più sporche nel mondo e non sono le grandi metropoli che ci si aspetterebbe. Anche per il particolato PM10 Nuova Delhi - e Pechino - non si trovano tra le prime dieci dell'elenco pubblicato nel 2013. Ahwaz, con una popolazione di 3 milioni di abitanti e capitale della principale provincia produttrice del petrolio iraniano - sarebbe stata la città più inquinata del pianeta. In ogni caso le città più imquinate si trovano prevalentemente nel terzo mondo.

Altri centri molto inquinati nella classifica dei primi 10 sono Ulaan Bator in Mongolia; Ludhiana in India; Peshawar in Pakistan e Gaborone nel Botswana.
L'inquinamento a Pechino è particolarmente problematico d'inverno quando l'uso del carbone per il riscaldamento è molto intenso. Le principali fonti di inquinamento sono i veicoli, il carbone, l'industria e la polvere dai cantieri. La capitale si ripropone di eliminare l'uso del carbone in tutta la città entro il 2020.

Tralasciando l'inquinamento storico di cui l'Occidente è campione per quello procapite la Cina è dietro molti di paesi, a parte il fatto che è da meno anni che inquina! La Cina nel 2011 era dietro Australia, USA, Arabia Saudita, Russia, Corea del Sud, Taiwan, Germania, Olanda, Giappone, Polonia, Europa, GB, e appena sopra Sud Africa, Italia e Spagna.


Ma qual'è il rapporto nelle prospettive di vita tra sviluppo e povertà? Uno studio è stato fatto di recente da Steven Mallory, alla ricerca di un cluster di morti per malattia respiratorie ad Allegheny County PA - sede delle acciaierie di Pittsburgh che potevano annerire il cielo a mezzogiorno in una giornata senza nubi. Sorprendentemente la salute dei residenti degli anni peggiori dell'inquinamento atmosferico di Pittsburgh sembrava migliore della media nazionale; hanno vissuto più a lungo e ha avuto un minor numero di problemi polmonari. Molto probabilmente ciò è avvenuto perchè Pittsbourgh era una delle città americane con il più altro reddito.
Forse nelle città industriali la gente ha più istruzione, è più informata sui problemi sanitari e soprattutto ha più soldi per curarsi. Infatti tra le malsane Pechino e Shanghai e i bucolici posti della Cina c'è una differenza di dieci anni nelle aspettative di vita a favore della città inquinate!!! D'altra parte l'inquinamento nelle città cinesi sarebbe l'equivalente per ogni cittadino di 60 sigarette l'anno. Tutto sommato non una cosa così drammatica (almeno per i fumatori).

La città cinese di Xi'an aveva tra le peggiori qualità dell'aria in tutto il mondo. Tuttavia l'aria sarebbe molto più sicura che l'aria nelle città americane, secondo un nuovo studio. 
Secondo l'Environmental Protection Agency negli Stati Uniti la qualità dell'aria ambiente sta uccidendo decine, se non centinaia di migliaia di persone all'anno. I ricercatori cinesi hanno confrontato i dati sull'inquinamento atmosferico e i tassi di mortalità a Xian dal 2004 al 2008. Nel 2006, l'Organizzazione Mondiale della Sanità classificava Xian come la seconda peggiore in Asia per l'inquinamento dell'aria, il che significa che la seconda peggiore del mondo. Lo studio è stato pubblicato on-line da Environmental Health Perspectives .

Xian era negli anni 2000 una tra le città più inquinate al mondo
La città di Xian ha avuto la secondo peggior qualità dell'aria in Asia nel 2006. Utilizzando lo stesso tipo di dati e analisi statistiche impiegate dai ricercatori sulla qualità dell'aria dell'US Environmental Protection Agency (EPA) i ricercatori cinesi hanno riferito di aver statisticamente correlato ogni 10 microgrammi per metro cubo (mg/m3) per un valore di particolato fine (particolato PM2,5 ) nell'aria di Xian con un aumento del 0,2% nel tasso di mortalità della città.

La cifra rientra nel range del rumore statistico - e il numero medio giornaliero dei morti a Xi'an è solo di 26,2 persone circa. Prendiamo per buono momentaneamente il risultato in modo che siamo in grado di confrontarlo con quello che i ricercatori dell'EPA rilevano sulle città degli Stati Uniti. 
In un studio del 2009 su 112 città degli Stati Uniti, i ricercatori dell'EPA hanno riferito che ogni 10 mg/m3 del valore di PM 2,5 è correlato con circa un aumento del 1,0% nel tasso di mortalità. Anche questo dato, in realtà, potrebbe rientrare all'interno del rumore statistico. Ma questo risultato è cinque volte più grande di quello che i ricercatori cinesi hanno riferito della seconda città più inquinata del mondo. 

Come misurato dai ricercatori cinesi, l'aria a Xian era, in media, 9-10 volte più inquinata in termini di PM 2.5 rispetto alla media dei livelli PM 2,5 delle due città più inquinate tra le 112 prese in considerazione negli USA (Rubidoux e Los Angeles in California). Insomma l'aria inquinata cinese, stando ai risultati dell'EPA, sarebbe più sana della corrispondente aria degli Stati Uniti di un fattore cinque. 

Una foschia marrone gigantesca derivante da vari processi di combustione ammanta l'India e terre e oceani circostanti durante la stagione invernale. Queste Brown Cloud cariche di fuliggine influenzano il clima dell'Asia meridionale tanto o più del diossido di carbonio e causano centinaia di migliaia di morti premature ogni anno, ma le sue fonti sono sempre state poco comprese.

Un team svedese-indiano è riuscito ad indagare l'origine della fuliggine misurando per la prima volta la microscala di C-14 naturale (tempo di dimezzamento di 5700 anni) di particelle di fuliggine nell'atmosfera intercettate sulla cima di una montagna nell'India occidentale e a sud-ovest dell'India sull'isola Hanimaadhoo delle Maldive.

I risultati ottenuti, presentati in un articolo di Science  hanno dimostrato che la nuvola marrone di fuliggine persistente era dovuta per circa due terzi dalla combustione di biomasse (C-14 "vivo") e un terzo dalla combustione di combustibili fossili (C-14 "morto").
Questi risultati forniscono la direzione da intraprendere per ridurre le emissioni delle Nubi Marroni. Örjan Gustafsson, professore di biogeochimica all'Università di Stoccolma, sostiene che gli sforzi non dovrebbero essere limitati alle centrali carbone o al traffico automobilistico ma estendersi alla lotta alla povertà e alla diffusione della tecnologia verde in India per limitare le emissioni di particelle di piccole dimensioni della combustione delle biomasse. "Le famiglie dell'Asia del Sud devono avere la possibilità di cuocere il cibo e di riscaldarsi senza usare fuochi all'aperto di legna e sterco", spiega Gustafsson. Dunque la povertà può portare tra le altre cose ad un aumento dell'inquinamento. 


A questo punto si pensi alla Cina che ha sollevato più di 600 milioni di persone dalla povertà secondo la Banca mondiale aumentando a dismisura l'economia. Con il controllo delle nascite ha impedito alla sua popolazione di aumentare di 400/450 milioni di persone e con il sistema Hukou ha impedito la creazione di città sovraffollate e ancora più inquinate. Mentre l'India ha un record assolutamente atroce di incapacità di affrontare la povertà. Ma l'argomento delle Brown Cluod è interessante anche per altri versi. Si fa un continuo terrorismo sull'inquinamento cinese che attraverserebbe l'Oceano per approdare negli USA. La cosa non è scientificamente dimostrata ma per quale ragione invece non si parla della minaccia del Brown Cloud che pure investono altri paesi? Per la ragione che l'India non è percepita come minaccia all'ordine americano.
Spesso si dice che se la Cina avesse un regine democratico il popolo non permetterebbe una tale inquinamento. Allora come mai l'India che ha il nostro sistema politico è molto peggio della Cina? 
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In conclusione quella della drammatizzazione dell'inquinamento delle metropoli cinesi è chiaramente un hype della grande stampa occidentale volto a colpire la Cina come potenza avversaria dell'Impero. I moralizzatori, diciamo così, hanno inquinato il mondo per 200 anni.  Nel dicembre 1952, una nebbia colpì Londra ed era così spessa che la gente non poteva vedere i propri piedi. La Cina sì e no ha inquinato solo negli ultimi 30 anni.


Chi siamo

Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.