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Non indignari, non admirari, sed intelligeri

Spinoza


Il blog si legge come un testo compiuto sulla Cina. Insomma un libro. Il libro dunque tratterà del "pericolo giallo". Un "giallo" in cui l'assassino non è il maggiordomo ma il liberale. Peggio il maggiordomo liberale. Più precisamente il maggiordomo liberale che è in voi. Uccidetelo!!!Alla fine il vero assassino (a fin di bene) sarete voi. Questo sarà l'unico giallo in cui l'assassino è il lettore. A meno che non abbiate un alibi...ça va sans dire.

mercoledì 21 settembre 2016

9.1: Il tramonto del Dalai Lama


9: Minoranze nazionali

Il Dalai Lama con il nazista Heinrich Harrer suo maestro in gioventù


Per secoli, la cultura occidentale ha guardato con disprezzo al buddismo tibetano, considerato sinonimo di dispotismo orientale, a causa della centralità da esso conferita adun sedicente Dio-­Re, sul quale si esercita il disprezzo di autori tra loro pur così diversi come Rousseau, Herder, Hegel. Tra Otto e Novecento, i lama vengono considerati «un'incarnazione di tutti i vizi e di tutte le corruzioni, non già dei lama defunti». Quando poi la Gran Bretagna si accinge alla conquista, cerca di giustificarla in nome della necessità di portare la civiltà in «quest'ultima roccaforte dell'oscurantismo», a «questo piccolo popolo miserabile» (Domenico Losurdo 2003).

Snobbato accuratamente dai governanti francesi, mentre Papa Francesco si è rifiutato di invitarlo ad Assisi, il Dalai Lama ormai non è più di moda. Pesa in particolare il mancato invito ad Assisi per l’iniziativa ‘Sete di Pace’ promossa dalla Comunità di Sant’Egidio che vede la partecipazione di oltre 400 leader religiosi di ogni fede. Il pio monaco calzato Gucci invece preferirebbe dialogare con l’ISIS da quanto si apprende dalla stampa e magari scomunicare, nella sua infinita bontà, qualche altra setta buddista. A Hollywood impazza la mania per santoni, sciamani, guaritori, astrologi, esperti di kabbalah, fluidi mistici che ripuliscono persino le scorie radioattive e quant’altro per cui l’attaccamento di Richard Gere per l’anziano monaco sembra ormai decisamente demodè.


Gode però ancora delle simpatie della “Sinistra Imperiale”, infatti Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, lo ha ricevuto. Schultz è anche noto per aver fatto visita ai nazisti di Piazza Maidan e di avere visto solo bandiere europeiste senza vedere le svastiche. Occorre ricordare che in Europa tra i maggiori sostenitori della secessione tibetana troviamo i verdi tedeschi ed alta è stata la partecipazione alla causa tibetana dei circoli “alternativi” della Germania, magari neoconvertiti al buddismo. Un ex segretario del Dalai Lama è diventato assistente della parlamentare verde Petra Kelly e poi della Heinrich Boell Foundation dei Grune ed è allo stesso tempo corrispondente speciale di Radio Free Asia finanziata dalla CIA.

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Debunkers dei miti sulla Cina. Avversari della teoria del China Collapse e del Social Volcano, nemici dei China Bashers.